Perché le aziende si quotano in borsa?

Perché le aziende si quotano in borsa?

Dopo tutto significa rinunciare in parte alla proprietà dell’impresa.

Per rispondere a questa domanda, immaginiamo la seguente situazione:

Abbiamo fondato un’impresa di ristorazione.

Appena finite le scuole superiori abbiamo iniziato a lavorare come camerieri/tuttofare nel ristorante di un amico di nostro padre.

Dopo qualche anno pensiamo di avere abbastanza esperienza per aprire una trattoria nostra, applicando le nostre idee.

Le cose vanno bene, forniamo anche il pranzo a tutti gli uffici nei dintorni, assumiamo nuovo personale e diventiamo più grandi.

Vinciamo il primo appalto e forniamo le mense di tutte le scuole della provincia.

Dopo 30 anni di duro lavoro l’azienda è cresciuta molto, è una realtà consolidata in tutto il paese; fornisce una parte importante degli enti pubblici di 5 regioni e possiede una catena di 29 ristoranti.

Inoltre abbiamo una linea di prodotti destinata alla GDO.

L’azienda è nostra, possediamo il 100% del capitale, e i nostri due figli lavorano in azienda e hanno in programma di prenderne in mano le redini in futuro.

Fine della storia.

A questo punto, la domanda è:

perché dovremmo decidere di quotarci in borsa?

Ci sono diverse motivazioni che possono portare un’azienda alla quotazione, e non è possibile elencarle esaustivamente.
Ad ogni modo, proviamo ad elencare alcuni dei motivi che possono spingere un’azienda a quotarsi.

Perché le aziende si quotano in borsa? Alcuni motivi

Raccolta di capitali

La quotazione in borsa permette all’azienda di raccogliere capitali consistenti da risparmiatori che entrano a far parte della copagine azionaria dell’azienda (in altre parole, ne diventano soci).

Indipendenza dai finanziamenti bancari

L’italia è nota per essere un paese bancocentrico, in cui la maggior parte dei finanziamenti alle aziende (complice il fatto che la stragrande maggioranza delle imprese italiane è di dimensioni ridotte)è data attraverso prestiti bancari.
Il ricorso a finanziamenti bancari non è di per se un fatto negativo, tuttavia, potrebbe essere ritenuto opportuno dai vertici aziendali il ricorso a mezzi di finanziamento alternativi. La quotazione in borsa è uno di essi.

Liquidità per gli shareholders

Chi possiede azioni di un’azienda a fini speculativi, e quindi non ha altri interessi nell’azienda, ma la vede soltanto come un investimento, beneficerebbe della quotazione in borsa, in quanto troverebbe un mercato liquido in cui vendere le azioni dell’azienda, ottenendo in cambio liquidità.

Prestigio

Può essere una motivazione minore, ma non troppo. È evidente che un’azienda che ha la forza e la capacità di quotarsi in borsa, assume prestigio, anche perché si sottopone a una serie di controlli e vincoli che in qualche misura “certificano” la bontà della gestione dell’impresa.

Rivalutazione del valore delle azioni

Il valore delle azioni, può crescere a seguito della quotazione in borsa.
In altre parole, le stesse azioni, se vendute dopo la quotazione in borsa, possono essere valutate maggiormente.

Finanziamento per nuovi progetti di investimento

Talvolva, per fare il grande salto, ovvero intraprendere un grosso programma di investimenti per aggredire nuovi mercati, la quotazione in borsa può essere un’alternativa importante (o l’unica alternativa)


Tornando alla storiella iniziale, quindi, il personaggio immaginario può avere alcune di queste motivazioni per quotarsi, privandosi di una parte delle azioni, aprendo all’ingresso di soci esterni (potendo comunque mantenere il controllo dell’azienda).

Per un ulteriore approfondimento, vi lasciamo alla lettura di questo breve articolo pubblicato nel sito ufficiale della Borsa Italiana.

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